CARMEN

di Enzo Moscato

adattamento e regia Mario Martone

direzione musicale Mario Tronco

con Iaia Forte, Roberto De Francesco

e con Ernesto Mahieux, Giovanni Ludeno, Anna Redi, Francesco Di Leva, Houcine Ataa,

Raul Scebba, Viviana Cangiano, Kyung Mi Lee

arrangiamento musicale Mario Tronco e Leandro Piccioni

musiche ispirate alla Carmen di Georges Bizet

esecuzione dal vivo Orchestra di Piazza Vittorio

(in ordine alfabetico) Emanuele Bultrini, Peppe D’Argenzio, Duilio Galioto, Kyung Mi Lee, Ernesto Lopez, Omar Lopez, Pino Pecorelli, Pap Yeri Samb, Raul Scebba, Marian Serban, Ion Stanescu

scene Sergio Tramonti

costumi Ursula Patzak

luci Pasquale Mari

suono Hubert Westkemper

coreografie Anna Redi

aiuto regia Raffaele Di Florio

assistente scenografa Sandra Müller

Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

 

Carmen nelle mani di Mario Martone svela la sua natura più intima e popolare, tra zarzuela e bassi napoletani. Scrive il regista: «Quando ho pensato di dare vita con l’Orchestra di Piazza Vittorio a una Carmen napoletana, secondo i modelli del teatro musicale popolare che vanno da Raffaele Viviani alla sceneggiata, ho proposto a Enzo Moscato di scriverne il testo, chiedendogli un copione in cui ci fossero dialoghi e personaggi ispirati alla tradizione, ma guardando alla novella di Mérimée oltre che all’opera di Bizet. Quel che mi ha sempre affascinato della novella è il fatto che la vicenda è rievocata: Mérimée immagina che Don José gliela racconti in prigione, la sera prima di morire impiccato. Enzo ha colto al volo questa indicazione e ha scritto un testo che si muove su due piani, quello del racconto al presente e quello passato dell’azione rievocata. Ne è nato lo spettacolo che vedrete, in cui procedono di pari passo le parole di Mérimée e dei librettisti Meilhac e Halévy completamente reinventate da Moscato e la musica di Bizet trasfigurata da Mario Tronco con Leandro Piccioni e l’Orchestra di Piazza Vittorio. La contaminazione è totale: Napoli si pone come centro di un mondo latino fatto di nomadismi, dalla Spagna alla Francia e, via via trasmigrando, fino a Tunisi.

La lingua e la musica sono al centro di tutto, il vortice che tutto attrae: l’amore, la passione, il tradimento, la libertà e la violenza, l’allegria e il dolore, il mistero. Non c’è un’epoca definita (anche se sentiamo balenare tanto la Napoli del dopoguerra quanto quella della criminalità dei nostri giorni), non c’è la Micaela dell’opera (che in Mérimée non esiste, serviva a Bizet per ragioni morali e musicali). Soprattutto, nel testo di Enzo Moscato, la protagonista non muore: a raccontare al “forestiero” (cioè a tutti noi) quanto è successo non c’è più solo Don José, anche Carmen prende finalmente parola».

 

01_Scheda_CARMEN

02_nomi d’obbligo CARMEN

03_Note di regia Mario Martone

04_La Repubblica 01_03_2015

05_Il Manifesto 28_02_2015

06_La Stampa – Ed. Nazionale_26-02-2015

07_Il Mattino 01_03_2015

08_Corriere della Sera_05-03-2015

09_Avvenire_25-02-2015

10_www.delteatro.it_01-03-2015

11_www.ilsole24ore.com_28-02-2015