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Lo specchio del diavolo

di Giorgio Ruffolo

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6 febbraio - 5 marzo 2006 - PRIMA ASSOLUTA


Progetto per le Olimpiadi della cultura di Torino 2006
Lumiq Studios
Consulenza scientifica Fondazione Sigma Tau


Regia Luca Ronconi
con Giovanni Crippa, Iaia Forte,Tommaso Ragno, Elia Schilton
e con Stefano Alessandroni, Alice Bachi, Valentina Bartolo, Fiorenza Brogi, Andrea Capaldi, Francesca Ciocchetti, Enzo Curcurù, Paola D’Arienzo, Paola De Crescenzo, Pasquale Di Filippo, Raffaele Esposito, Gianluca Gambino, Melania Giglio, Lorenzo Iacona, Silvia Iannazzo, Edoardo La Scala, Roberto Laureri, Marco Maccieri, Bob Marchese, Monica Mignolli, Giacinto Palmarini, Paolo Paolini, Franco Passatore, Franca Penone, Irene Petris, Claudio Puglisi, Massimiliano Sbarsi, Francesco Scianna, David Sef, Andrea Simonetti, Massimiliano Sozzi, Simone Toni, Nanni Tormen, Marco Vergani, Debora Zuin

Ho chiesto a Giorgio Ruffolo di scrivere un testo e lui ha accettato di buon grado: è nato così Lo specchio del Diavolo, realizzato con la consulenza scientifica della Fondazione Sigma Tau, incentrato sui problemi dell’economia. Si tratta di una drammaturgia inedita che è una cavalcata sulla storia dell’economia, dal Paradiso terrestre ai giorni nostri, che Ruffolo ha scritto con grande ironia e leggerezza. Copione attualissimo, che parla dello sviluppo e del progresso, della carta moneta, dei vorticosi rapporti tra soldi e politica…

Luca Ronconi

È stato un grande speculatore filantropo e progressista (un ossimoro bello e buono) Giorgio Soros, a dire che il capitalismo moderno è diventato un gioco di specchi. Al punto che non si riesce a distinguere la sua realtà dalla sua immagine. Se è il diavolo che muove la coda o la coda che muove il diavolo. Dobbiamo rassegnarci a una economia del segno e all’oscurità del suo segno? Sull’altalena delle borse corre il toboga della Fortuna. Un capitalismo fatto di segni, più che di ricchezze reali? Pure, c’è qualcuno che ci si trova perfettamente a suo agio. E qualche altro che non ha perso le speranze che l’economia possa essere messa al servizio dell’uomo, non il contrario. Per orientarci, abbiamo incontrato scimmioni preistorici e gentiluomini settecenteschi, Napoleone il Piccolo e Serse il Grande: mercati tumultuosi, baroni predatori, utopisti incorreggibili. Per cercare di capire se stessa questa sfera che si sgomitola ci porta da qualche parte. E dove.

Giorgio Ruffolo

Giorgio Ruffolo, insigne economista, fondatore della rivista Micromega, Deputato al Parlamento Europeo e Senatore della Repubblica, Ministro dell'Ambiente (dal 1987 al 1992), è presidente del Centro Europa Ricerche, ed ha pubblicato numerose opere e saggi, come "La grande impresa nella società moderna"(Einaudi, ’71), Potenza e Potere(Laterza, ’88), Cuori e Denari: dodici biografie di economisti (Einaudi, ’99). Presentando Lo specchio del Diavolo, Ruffolo ha dichiarato: «L’economia a qualche cosa serve e non soltanto per spiegare come le cose vanno, ma come le cose dovrebbero andare… L’economia politica deve poter spiegare quale è il modo in cui le cose possono maggiormente servire per aumentare il benessere, certamente la ricchezza, ma la felicità, la felicità che è inscritta non nei libri di economia, ma addirittura in una delle più grandi costituzioni politiche della storia, la costituzione americana: happiness, la felicità del popolo. Gli economisti dovrebbero essere coscienti che la ricchezza serve alla felicità, che l’economia serve all’uomo e non è l’uomo a servire l’economia…».

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