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Giorgio Ruffolo

Giorgio Ruffolo


Socialista storico, sin dalla sua militanza nei quadri della Federazione Giovanile Socialista negli anni della liberazione, Giorgio Ruffolo ha sempre coniugato un forte impegno politico e culturale con una intensa carriera professionale. Economista di formazione, ha ricoperto incarichi in imprese pubbliche e private, fra cui l’Eni, al fianco di Enrico Mattei, dal 1956 al ’62, e in centri di ricerca, come l’ufficio studi della banca Nazionale del Lavoro e l’Organizzazione per la Cooperazione Economica Europea di Parigi (OCSE). È stato Segretario Generale alla Programmazione Economica fino al 1975, Ministro dell’Ambiente dal 1987 al 1992, deputato del PSI alla Camera e senatore della Repubblica. Dal 1994 è deputato al Parlamento Europeo, prima come indipendente nelle liste del Pds, poi come iscritto alle liste Ds. Nel 1981 ha costituito insieme ad un gruppo di economisti, tra i quali Antonio Pedone e Luigi Spaventa, il Centro Europa Ricerche, istituto specializzato in previsioni economiche e analisi critiche della politica economica, di cui oggi è presidente. Nel 1986 ha fondato la rivista Micromega: le ragioni della sinistra. L’attitudine alla divulgazione (“C’è un luogo comune secondo cui, per essere rigorosi, bisogna essere incomprensibili. Secondo me è vero il contrario”, ha chiosato in un recente intervento al Salone del Libro di Torino), il dono di una scrittura felice, lontana dai cliché dell’aridità e dell’autoreferenzialità accademiche, hanno fatto sì che Ruffolo affiancasse alla carriera di economista un’intensa e apprezzata attività pubblicistica, sia come editorialista del quotidiano La Repubblica, sia come autore di saggi e persino di un romanzo storico-fantastico, Il cavallo di Federico (Mondatori,1991). Fra i suoi scritti vale la pena ricordare il Rapporto sulla programmazione (Laterza, 1973) che, sebbene di impronta più tecnica rispetto ad altri suoi volumi, è un importante documento su una fondamentale stagione di politica economica del nostro paese, di cui lo stesso Ruffolo fu uno dei protagonisti; Potenza e potere (Laterza 1988) che, scritto a quattro mani con Alfredo Reichlin, presenta un'interessante tesi sulla scissione della potenza (della sfera economica) e potere (della sfera politica) prodotta dalla globalizzazione e dalla rivoluzione informatica; Cuori e Denari (Einaudi, 1999), in cui l’autore, attraverso dodici biografie di economisti illustri, raccoglie la sfida di coniugare narrativa ed economia; Quando l’Italia era una superpotenza. Il ferro di Roma e l’oro dei mercanti (Einaudi, 2004), una storia dell’Italia e dei suoi momenti di maggiore gloria, dall’espansionismo romano al periodo mercantile. La volontà di rendere accessibile anche ad un pubblico profano il linguaggio dell’economia si coniuga in Ruffolo con la profonda convinzione che la disciplina fondata da Adam Smith non sia una “scienza senza cuore”, relegata nel mondo dei numeri e assimilabile perciò esclusivamente alla matematica e alla fisica, ma abbia al contrario tutte le caratteristiche di una scienza umana e sociale, interessata fondamentalmente al benessere e alla felicità dell’uomo e che pertanto all’uomo deve essere capace di parlare.

Giorgia Marino