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Intervista a Luca Ronconi - Confezionare teatro da ogni ingrediente
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di Walter Le Moli - Domani... secondo Luca Ronconi
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- Troilo e Cressida
- Lo specchio del diavolo
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- Biblioetica. Dizionario per l'uso
- A TORINO OGGI È DOMANI
INTERVENTI ISTITUZIONALI - FRAMES
Nel posto giusto al momento giusto
Intervista a Paolo Paolini
Come è arrivato al progetto Domani?
È successo tutto per caso… Dopo il Marat-Sade di Walter Le Moli, in cui ero uno dei due guardiani, mi sono trovato un giorno nell’ufficio di Mauro Avogadro. Fu lui a dirmi che stavano cercando un attore diplomato, di circa trent’anni, per la parte di Antenore, uno dei capi troiani di Troilo e Cressida. A metà luglio ho fatto il provino a Roma, dove erano già cominciate le prove dello spettacolo, ed eccomi qui…
Non aveva mai recitato in uno spettacolo di Luca Ronconi?
No, è la prima volta. I miei esordi li devo a Gabriele Lavia, che mi prese per una piccola parte nel Misantropo, nel 2000. Anche lì arrivai per caso, fu un colpo di fortuna… Non avevo mai fatto niente e non ero neanche mai entrato al Teatro Carignano: la prima volta che ci ho messo piede è stata passando dai camerini… Dopo l’esperienza con Lavia, che mi portò anche a Siracusa per l’Edipo re, ho capito, ho deciso che quella doveva essere la mia strada. Così sono tornato a Torino, ho lasciato il lavoro che avevo e mi sono messo a studiare: mi sono diplomato nel 2004 alla Scuola professionale di arte teatrale di Teatranza, a Moncalieri. E poi ho iniziato a fare provini…
Come lavorate con Ronconi?
Bene!
Ci dica qualcosa di più…
Lui è molto bravo con i giovani: diventa subito “il maestro”, che ti segue, ti porta per mano, ti guida parola per parola. Mi sarebbe piaciuto avere delle battute per lavorare con lui sul testo...
Antenore non ha battute: compare nella scena dello scambio di Cressida e in alcune scene corali. E neanche i personaggi che interpreto nello Specchio del diavolo, un risparmiatore e un operaio comunista, ne hanno. Insomma, sono un po’ nel limbo tra una comparsa e un attore vero e proprio… Ronconi, però, mi ha insegnato che, anche se non parla, il personaggio c’è comunque ed è necessario lavorarci allo stesso modo. Anzi, a volte persino di più: una battuta può aiutare, ma senza parole si è costretti a tirar fuori tutto attraverso un gesto, una postura, uno sguardo…
Giorgia Marino

