FONDERIE LIMONE MONCALIERI / Sala Piccola
12 – 13 maggio 2015

I SEGRETI DI MILANO
(L’ARIALDA e LA MARIA BRASCA)
dal ciclo di Giovanni Testori

con Matteo Baiardi, Liliana Benini, Vittorio Camarota, Elena Cascino, Giulio Cavallini, Marta Cortellazzo Wiel, Gloria Cuminetti,
Christian Di Filippo, Barbara Mattavelli, Camilla Nigro, Arianna Primavera, Luigi Pusceddu, Gloria Restuccia, Marcello Nicolò Spinetta, Beatrice Vecchione, Isacco Venturini, Matilde Vigna

regia Valter Malosti

cura del movimento Alessio Maria Romano
musiche originali Bruno De Franceschi
luci Francesco Dell’Elba

Fondazione del Teatro Stabile di Torino

All’interno delle iniziative previste per Expo 2015 Milano. Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita, la Fondazione del Teatro Stabile di Torino realizzerà un progetto, a cura di Valter Malosti, con gli allievi dell’ultimo anno della nostra Scuola per Attori, basato sul ciclo de I segreti di Milano di Giovanni Testori. Un grande e ruvido affresco in cui l’autore seppe raccontare, con straordinaria incisività e poesia, l’anima della periferia milanese negli anni del boom economico, a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta, in un momento delicatissimo di transizione della storia italiana. L’autore, definito da Giovanni Raboni il «più instancabile sperimentatore della letteratura italiana di questi ultimi decenni», racconta, con una sorta di poesia concretissima, le storie di chi – soprattutto i giovani, votati a definire il proprio destino – lotta per affermarsi tra strade di periferia, cavalcavia, ponti, prati, umili e spoglie stanze d’appartamento, palestre, osterie, bar e balere. Amori scomodi, legami torbidi e complessi, strazianti voglie d’amore, vertiginose incrinature emotive aleggiano sulle vite di questi giovani protagonisti. I titoli: nel 1958 uscì, ed ottenne un significativo successo popolare, il primo volume di questo ciclo testoriano, Il ponte della Ghisolfa. Da questa raccolta di racconti e dalla successiva (La Gilda del Mac Mahon, 1959) Luchino Visconti trarrà ispirazione e molto materiale (molto più dei contributi dichiarati, lo dicono attenti studi recenti) per il giustamente acclamato film Rocco e i suoi fratelli.
Il terzo e il quarto tomo de I segreti di Milano uscì in forma di teatro: una commedia, La Maria Brasca (1960) e un dramma, L’Arialda (1960). Quest’ultimo testo segnerà una nuova “scandalosa” collaborazione con Luchino Visconti, che diresse Paolo Stoppa e Rina Morelli in uno spettacolo che verrà bloccato dalla retriva censura italiana, che per la “turpitudine e trivialità dei fatti considerati dal suo autore, si rivela grandemente offensivo del comune senso del pudore”. La vicenda si risolse con l’assoluzione di autore e editore, ma fotografa bene il clima dell’epoca (ricordiamo in quest’ottica anche le decine di processi intentati a Pasolini).

Il ciclo, che era invece inteso come un disegno aperto ad infinitum, si chiuse bruscamente con il quinto volume, il romanzo Il Fabbricone (1961). Letti tutti insieme ci fanno apprezzare appieno la cifra dello stile testoriano, ovvero, come dice Davide Valtolina in un bell’articolo: «la raffigurazione di un personaggio che pare debordare dalla pagina e emergere con una lividezza tanto forte da reclamare quasi una totale autonomia. Attraverso l’adozione di tecniche narrative volte a riportare l’incandescenza del magma coscienziale, Testori porta in scena la vita dei ceti bassi, il bisogno impellente di uscire dalla miseria, di sbriciolare la mediocrità, il desiderio irrefrenabile di una vita migliore». Personaggi e temi sono vicini a quelli della galassia neorealista, in una sorta di realismo espressionista che forza alcuni moduli della narrativa tradizionale e nel campo teatrale lo pone al livello dei grandi del teatro europeo, addirittura anticipatore del primo Fassbinder.
Malosti ha creato una drammaturgia che unisce i due testi del ciclo scritti per il teatro (L’Arialda e La Maria Brasca), dopo un lungo percorso di studio sull’intero corpo di scritti de “I Segreti”, arricchito dallo studio della componente legata all’arte visiva intimamente connessa all’autore che ha portato gli allievi attori a contatto con i capolavori della rinnovata Sabauda, di Palazzo Madama e del Sacro Monte di Varallo sotto la guida di Giovanni Agosti.

I SEGRETI DI MILANO oltre a divenire il saggio conclusivo della Scuola per attori, farà parte del progetto multidisciplinare per Expo 2015
NEOREALISMO/Lo splendore del vero nell’Italia del dopoguerra
Cinema, Fotografia, Letteratura, Musica, Teatro
Torino, Aprile – Novembre 2015
Un progetto del Museo Nazionale del Cinema in partecipazione con Palazzo Madama, Camera -Centro Italiano per la Fotografia, Circolo dei lettori, Fondazione del Teatro Stabile di Torino, FolkClub, Scuola Holden, Dams – Università degli Studi di Torino.

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