Uno spettacolo che ribalta la prospettiva di un classico pirandelliano, restituendo malinconia e umanità al protagonista.

La trama sembrerebbe da manuale: il marito, la moglie, l’amante. Ma si tratta di Pirandello e il classico triangolo borghese non può che essere destrutturato sin dal principio. Scritto nel 1918, Il giuoco delle parti mette in scena un marito già consapevole e in un certo senso pacificato con la sua condizione di “cornuto”. Leone Gala (Umberto Orsini) si è separato amichevolmente dalla moglie Silia (Alvia Reale) e, pur mantenendo le apparenze, vive da solo, dedicandosi ai libri e ai suoi intingoli gastronomici. Silia, dal canto suo, pur avendo tutta la libertà di frequentare l’amante Guido Venanzi (Michele Di Mauro), si annoia, e soprattutto non tollera lo stato di serafico distacco che il marito sembra aver raggiunto. Cerca così di strapparlo al suo romitaggio spingendolo in un duello d’onore: tentativo che avrà esiti imprevedibili e machiavellici, perché Leone, a rientrare nel “gioco delle parti”, non ci pensa davvero… Riprendendo oggi la commedia a quindici anni dalla celebre edizione in cui fu diretto da Gabriele Lavia, Orsini ne rimescola le carte, affidando la regia a Roberto Valerio e immaginando con lui un protagonista sopravvissuto ai fatti narrati: «un Leone invecchiato e ossessivamente alla ricerca del suo passato, che lo rivive come farebbe uno scrittore che voglia mettere ordine alle sue bozze».

Carignano 5 – 17/5/15

da Luigi Pirandello
adattamento Roberto Valerio, Umberto Orsini, Maurizio Balò
con Umberto Orsini, Alvia Reale, Totò Onnis
e con Flavio Bonacci, Carlo De Ruggieri, Woody Neri
regia Roberto Valerio
scene Maurizio Balò
costumi Gianluca Sbicca
Compagnia Umberto Orsini s.r.l. in collaborazione con Fondazione Teatro della Pergola