Un mirabile intreccio di battute sferzanti e situazioni beffarde

L’importanza di chiamarsi Ernesto debutta a Londra nel 1895, ultimo testo che Oscar Wilde scrive prima della sua discesa sociale e personale agli inferi. Commedia da salotto, vive di un mirabile intreccio, di battute sferzanti e situazioni beffarde: filo conduttore della vicenda un ingegnoso imbroglio amoroso basato su scambi di identità, promesse matrimoniali e il celebre gioco di parole nella traduzione italiana tra il nome Ernesto e l’aggettivo “earnest” (onesto). Come nelle migliori commedie tutto si conclude al meglio, sciogliendo ogni equivoco e svelando come sotto la patina di probità della società vittoriana si agitino spiriti tutt’altro che limpidi. Diretta da Geppy Gleijeses, affiancato in scena da Marianella Bargilli e Lucia Poli, la commedia è tradotta da Masolino d’Amico, che scrive: «The importance of Being Earnest debuttò al St. James’s Theatre di Londra. Malgrado lo strepitoso successo riportato alla prima fu smontata dopo appena 6 repliche, come conseguenza dello scandalo in cui Wilde si era andato a cacciare querelando per diffamazione Lord Queensberry che lo aveva pubblicamente tacciato di sodomia. Ultimo lavoro teatrale di Wilde e diversissimo dai precedenti, The importance ha provocato molte congetture sul corso che l’evoluzione del drammaturgo e di conseguenza forse, di tutto il teatro inglese avrebbe potuto prendere senza l’intervento della magistratura… L’eterea verbalità di The importance, dove tutti si esprimono mediante paradossi squisiti, si accompagna, non dimentichiamolo, a un senso visivo di teatralissima efficacia.». L’importanza di chiamarsi Ernesto vive ormai indipendentemente dal contesto storico che l’ha prodotta, meritando di essere definita “la più bella commedia di tutti i tempi”.

Carignano 16 – 21/12/2014
di Oscar Wilde
traduzione Masolino D’Amico
con Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli, Lucia Poli
e con (in ordine di apparizione) Orazio Stracuzzi, Valeria Contadino, Renata Zamengo, Giordana Morandini, Luciano D’Amico
spazio scenico e regia Geppy Gleijeses
proiezione scenica Teresa Emanuele
costumi Adele Bargilli
musiche Matteo D’Amico
luci Luigi Ascione
Gitiesse Artisti Riuniti / Teatro Quirino Vittorio Gassmann