Il romanzo teatrale di una famiglia, dagli anni Sessanta fino ai giorni nostri. Arte, politica, terrorismo, relazioni, ecologia, scelte: si muove tra memoria e presente la nuova creazione di Fausto Paravidino.

«Fausto Paravidino non è un autore famoso in Italia, ma è uno dei migliori. Forse non è così noto, perché è un autore di teatro, un drammaturgo; e scrivere per il teatro sembra quasi un’arte di nicchia qui da noi. Comunque sia, Paravidino – oltre a essere un bravo regista e un bravo attore – è soprattutto uno dei più talentuosi drammaturghi italiani, forse sarebbe meglio dire: uno dei migliori drammaturghi europei»: così lo descrive lo scrittore Christian Raimo. Paravidino si è imposto subito come una delle nuove voci della scena italiana, appena ventenne. Le sue storie sono fotografie, ritratti di una quotidianità semplice, viva e riconoscibile, così ficcante che nel 2010 la Comédie Française mette in scena il suo La malattia della famiglia M. L’artista non si sottrae al personale (Il diario di Maria Pia, dedicato alla malattia della madre) oppure al sociale (Genova 01, commissionato dal Royal Court Theatre di Londra), ma mantiene sempre una lucidità dello sguardo che fa dei suoi lavori pezzi unici, ironici, ma con retrogusto amaro. Il senso della vita di Emma ha un tratto noir: «è un romanzo teatrale in due parti. – scrive l’autore – Siamo all’opening di una galleria, tra i quadri c’è il ritratto di una donna: Emma. Comincia così la sua storia, raccontata e agita dalle persone della vita di Emma: la madre, il padre, il fratello, la sorella, gli amici dei genitori, il parroco, una vicina… ma non da Emma non parla, perché è scomparsa. È scomparsa volontariamente e le persone della vita di Emma si chiedono perché Emma abbia fatto come la madre di Emma quando era incinta di Emma. Emma nessuno sa dov’è».


di Fausto Paravidino
con Fausto Paravidino, Iris Fusetti, Eva Cambiale, Jacopo Maria Bicocchi, Angelica Leo
e con (in ordine alfabetico) Gianluca Bazzoli, Giuliano Comin, Giacomo Dossi, Marianna Folli, Veronika Lochmann, Emilia Piz, Sara Rosa Losilla,
Maria Giulia Scarcella
regia Fausto Paravidino
scene Laura Benzi
costumi Sandra Cardini
luci Lorenzo Carlucci
musiche originali Enrico Melozzi
eseguite da Orchestra Notturna Clandestina diretta dall’autore
maschere Stefano Ciammitti
Teatro Stabile di Bolzano / Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale