Paradoxa

Fonderie | 18-23/3/14


dall’arte un lavoro sicuro


di PORTAGE
Enrico Gaido <> Alessandra Lappano

con Enrico Gaido, Alessandra Lappano
e con la partecipazione di Giovanni Arduino (18/3), Fabrizio Modonese Palumbo (19/3 e 21/3), Stefano Riba (20/3 e 22/3), Ilaria Godino (21/3), Luisa Mensi (23/3), Francesco Bernardelli (23/3)

ideazione e regia Portage
installazioni Portage
in collaborazione con Kimitake Sato
pirotecnica Riccardo Dondana
video editing Fulvio Montano
produzione e diffusione dada prod. Alessandra Simeoni
Fondazione del Teatro Stabile di Torino / Portage Progetto realizzato con il contributo della Città di Torino e della Provincia di Torino con il sostegno di Sistema Teatro Torino e Provincia

grazie a Laboratorio 75, Filipa Baptista Rosa, Ina Budean, Lorenza Giaccone, Giuseppe Lappano, Marco Minasso, Maurizio Puato, Mauro Vecchiattini



prima nazionale

martedì 18 marzo 19.30
mercoledì 19 marzo 20.45
giovedì 20 marzo 19.30
venerdì 21 marzo 20.45
sabato 22 marzo 20.45
domenica 23 marzo 15.30

La Fondazione del Teatro Stabile di Torino comunica che lo spettacolo andrà in scena nelle stesse date alle Fonderie Limone Moncalieri anziché alla Cavallerizza Reale. Tutti i possessori dei biglietti sono pregati di contattare la Biglietteria per la sostituzione degli stessi che avverrà a partire da giovedì 14 novembre 2013.

Portage nasce a Torino nel 2004, con un progetto artistico che si muove tra teatro e arte contemporanea. La loro nuova creazione, Paradoxa, è un intervento installativo/performativo sul tema della sicurezza che prende forma come corso, al termine del quale, come di prassi, viene rilasciato un attestato di frequenza. Si tratta, nelle parole degli autori, di «un’offerta formativa obbligatoria che ha lo scopo di responsabilizzare e di proteggere il lavoratore dai rischi di infortunio, malattia o morte derivanti dallo svolgimento di un lavoro, in un particolare momento storico in cui il lavoro stesso, precario e “insicuro”, può portare un lavoratore a togliersi la vita per la sua assenza o perdita. Il corso è rivolto non a un pubblico inteso in senso stretto ma a dei lavoratori, a degli studenti o, come definito dalla legge, a un qualsiasi “utente” di luogo pubblico o privato. È classificabile come “morte bianca” quella di un lavoratore (operaio o imprenditore che sia) suicida? È pensabile un’offerta formativa obbligatoria che protegga il lavoratore dal rischio di suicidio per la perdita del lavoro stesso? Nel corso verrà anche evidenziato che, sia per quanto riguarda la legge che per il comune immaginario, il lavoro artistico non è considerato come un lavoro: non è qualcosa che produce un utile se non per l’anima. Verrà rilasciato un attestato di frequenza». Ma la cifra stilistica di Portage, che fonde una rigorosa analisi metodologica a sorprendenti sviluppi performativi, torna anche nella capacità di analizzare, in parallelo alle formule d valutazione dei rischi, la funzione dell’artista come lavoratore, la conquista della consapevolezza del ruolo dei lavoratori in un’economia capitalistica, e il divenire di concetti come “caduto del lavoro” fino all’attuale “morte bianca”, intesa come «assenza di una mano formalmente responsabile dell’accaduto».

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