Donnellan restaura il potente spirito dissacratorio dell’opera di Alfred Jarry.

Quando Alfred Jarry, nel 1896, mise in scena per la prima volta a Parigi la sguaiata farsa di Ubu Roi, probabilmente già pregustava lo scandalo. La surreale, tracotante, selvaggia cavalcata di Padre Ubu e Madre Ubu alla conquista del potere, volgarissimo oggetto di fascino irresistibile, smuoveva corde che non avrebbero dovuto vibrare. Ma come ritrovare oggi la vitalità originaria e lo scalpore di quel primo impatto? Se lo è chiesto il regista inglese Declan Donnellan, riportando in scena il capolavoro di Jarry con lo scenografo Nick Ormerod e una compagnia di attori francesi. «Apparteniamo a una specie che preferisce evocare l’innocenza dell’infanzia piuttosto che ricordare la sua potenziale crudeltà – scrive – Ecco ciò che mette in scena questo spettacolo: un infantilismo minaccioso, il potenziale di violenza che esiste nel profondo di ciascuno di noi». Donnellan innesta allora l’oscena epopea ubuesca in un interno borghese, apparecchiato a festa per una cena tra amici. Fra commensali che si scambiano convenevoli sciapi come il cibo che mangiano, si aggira il figlio annoiato dei padroni di casa. Munito di videocamera, cerca ossessivamente e sadicamente la volgarità fuori posto, il particolare straniante che faccia da perno per un indecoroso ribaltamento. E ci riesce.

Limone 4 – 5/12/14
di Alfred Jarry
con Xavier Boiffier, Camille Cayol, Vincent de Boüard, Christophe Grégoire, Cécile Leterme, Sylvain Levitte
regia Declan Donnellan
cene Nick Ormerod
ollaborazione artistica Michelangelo Marchese
coreografia e movimento Jane Gibson
luci Pascal Noël
compositore Davy Sladek
musiche supplementari Paddy Cunneen
video Benoit Simon, Quentin Vigier
costumi Angie Burns
Cheek by Jowl in coproduzione con Les Gémeaux/Sceaux/Scène Nationale, The Barbican, Londra e La Comédie de Béthune – Centre Dramatique National du Nord-Pas-de-Calais.

Spettacolo con soprattitoli in italiano / Progetto Internazionale