SONIA BERGAMASCO IN SCENA DAL 6 MARZO AL TEATRO GOBETTI DI TORINO CON “IL BALLO” ISPIRATO AL TESTO DI IRÈNE NÉMIROVSKY

Martedì 6 marzo 2018, alle ore 19.30, al Teatro Gobetti, andrà in scena IL BALLO racconto di scena ideato e interpretato da Sonia Bergamasco e liberamente ispirato a Il ballo di Irène Némirovsky. Il disegno luci è di Cesare Accetta, la scena di Barbara Petrecca e il costume di scena di Giovanna Buzzi.
Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Franco Parenti e da Sonia Bergamasco, sarà replicato al Gobetti, per la Stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, fino a domenica 11 marzo 2018.

Attrice, musicista, regista, Sonia Bergamasco rilegge e interpreta la storia di Antoinette, raccontata con ferocia da Irène Némirovsky nel suo romanzo breve intitolato Il ballo che fu da subito un caso letterario.

Antoinette è una quattordicenne, figlia di una coppia di ebrei arricchiti, vessata e umiliata dalla madre, che la esclude da un sontuoso ballo, che dovrebbe sancire la consacrazione sociale della donna. E allora la ragazzina si vendica crudelmente. Sonia Bergamasco interpreta una favola nera della Némirovsky, spietata come può essere la storia della scrittrice, morta ad Auschwitz, odiata da una madre egoista e narcisista, che le sopravvivrà e finirà serenamente la propria vita a Nizza, in Francia.
Scrive Sonia Bergamasco: «questa storia raccoglie cinque voci essenziali: la madre, la figlia, il padre, l’istitutrice e la vecchia cugina. Una storia di vendetta e disamore. Attraverso lo sguardo di Antoinette, la figlia adolescente, cerco negli specchi le figure di un teatro che sonnecchia nelle pieghe del quotidiano. Cerco il teatro di un bambino solo che costruisce il suo mondo perché il mondo conosciuto (quello degli adulti) non è bello e non gli piace. La storia di Antoinette è molto più di questo. È la presa di coscienza del rispecchiamento umano e feroce di due donne, madre e figlia. È l’arma di vendetta di una scrittrice che sempre, in ogni sua opera, ricorda e non perdona. La scrittura come arma, scoperta molto presto da Irène, proprio contro quella famiglia, quella madre che non aveva saputo amarla. È anche una dichiarazione d’amore nei confronti della letteratura, del libro come oggetto e come cura, della lettura come invenzione di mondi e materia sediziosa. Così il Piccolo Principe, ma anche Cenerentola e Biancaneve si affacciano da questi specchi e affondano lo sguardo sul presente. Gioco, vita, storie e destino».
01_Comunicato stampa IL BALLO

 

2018-02-26T16:22:56+00:00

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi