Fondazione del Teatro Stabile di Torino
2005-2006

Una stagione-evento per i cinquant'anni del TST

Otto nuove produzioni, oltre al progetto Domani che comprende cinque spettacoli incentrati su altrettanti temi universali, presentati sul palcoscenico mondiale delle Olimpiadi della Cultura 2006; una coproduzione - la prima di questo genere in assoluto - con la Fondazione Teatro Regio Torino, sempre in contemporanea con l’evento olimpico; tre riprese; quattro spettacoli internazionali di cui due organizzati dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con il Teatro di Roma e l’UTE/Union des Théâtres de l’Europe e ventotto ospitalità per un totale di 503 recite (di cui 252 di spettacoli prodotti dal TST e 251 di spettacoli ospiti). (continua »)
 


Torino Punti Verdi
Un’estate di cultura e intercultura

Il nuovo “punto verde” del Centro Interculturale - realizzato dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino - avrà una fortissima impronta interculturale. Accoglierà innanzitutto la quarta edizione del Torino World Music Meeting, organizzato da Musica90, con quattro concerti dedicati alle musiche del Mali, del Brasile, del Congo e il Circus Baobab della compagnia d’arte acrobatica della Guinea. La mescolanza di suoni e ritmi che nasce dalla fusione di diverse culture sarà ben incarnata dall’ Orchestra di Porta Palazzo, col suo mélange di ritmi africani, musica orientale e canzone italiana. Il teatro sarà protagonista in tutte le sue forme. (continua >>>)

Punto Verde C.so Taranto 169
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Romeo & Giuliet

Debutta in Prima Nazionale
"ROMEO & JULIET"
di William Shakespeare


Per questo spettacolo su Romeo e Giulietta ho pensato di mettere insieme un gruppo di attori trentenni. Anche la traduzione è di un trentenne. I trentenni di oggi hanno una sensibilità nuova: interessante. Tra gli attori trentenni di oggi, poi, Jurij Ferrini è il massimo. È quello che meglio rappresenta la riconquistata capacità di comprendere il testo. Per lui e per il suo gruppo, Unità di Ricerca Teatrale, le parole che pronunciano hanno senso. Sembra ovvio, ma quante volte, uscendo da teatro, non sapremmo raccontare la storia che ci hanno appena raccontato? Questo accade perché gli attori “cantano” il testo. Magari hanno voci meravigliose che ci incantano, ma io da un po’ voglio capire. Per questo, anziché attori che “cantano” il testo, servono attori che lo “dicono”, semplicemente. I trentenni di oggi “dicono” con una naturalità nuova che affonda le radici nella tradizione. Per questo il testo l’ha tradotto Marco Ponti.
Gabriele Vacis

In scena al Teatro Romano di Verona dal 30 giugno al 4 luglio 2005 >>>