{"id":40074,"date":"2019-02-27T16:29:17","date_gmt":"2019-02-27T15:29:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/?p=40074"},"modified":"2019-02-27T17:46:17","modified_gmt":"2019-02-27T16:46:17","slug":"100-anni-fausto-coppi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/100-anni-fausto-coppi\/","title":{"rendered":"Storia di un campione. 100 anni di Fausto Coppi"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40074\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><em>Storia di un campione. 100 anni di Fausto Coppi<\/em><\/strong>: cos\u00ec si intitola la lunga serie di eventi e manifestazioni dedicate al Campionissimo di Castellania, a cent\u2019anni dalla nascita, presentate al Teatro Carignano di Torino. Sergio Chiamparino (Presidente della Regione Piemonte); Antonella Parigi (Assessore alla Cultura della Regione), Giovanni Maria Ferraris (Assessore allo Sport della Regione) e Giulio Biino (Presidente della Fondazione Circolo dei Lettori) hanno messo in luce quanto Coppi non fosse solo leggenda, ma anche simbolo della storia del nostro Paese nel secondo Dopoguerra. Un forza simbolica che esprime il profondo legame del territorio con il ciclismo, ieri come oggi: viene infatti riproposta la tappa Cuneo &#8211; Pinerolo, che Coppi vinse nel 1949 con ben 12 minuti di anticipo su Bartali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con <strong><em>Fausto Coppi. L\u2019affollata solitudine del campione<\/em><\/strong>, un progetto di Gian Luca Favetto, con Michele Maccagno, Gian Luca Favetto e Fabio Barovero (produzione Fondazione <a href=\"https:\/\/www.circololettori.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Circolo dei lettori<\/a> e Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale) il grande sportivo viene celebrato con un recital di parole e musica: non un ricordo, ma un racconto che si avvale anche delle pagine di chi ha ammirato e cantato le sue imprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abDa sportivo e da appassionato di ciclismo &#8211; dichiara il Presidente del Teatro Stabile di Torino \u2013 Teatro Nazionale, Lamberto Vallarino Gancia &#8211; ho apprezzato in Fausto Coppi la capacit\u00e0 di sintetizzare con la sua figura asciutta e riservata la bellezza di una stagione sportiva fatta di campioni di umili origini, ma dal carisma insuperabile. L\u2019infanzia contadina, la bicicletta come lavoro e come svago, che sfocia subito nelle prime vittorie, la guerra e la prigionia in Africa, il ritorno al podio, le sfide con Gino Bartali sono entrati nella memoria collettiva del nostro paese, simboli di una rinascita virtuosa dalle ceneri del conflitto mondiale, ma anche della tenace determinazione del Campionissimo a superare ostacoli non solo di natura agonistica\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019hanno chiamato l\u2019Airone, perch\u00e9 aveva ali al posto delle gambe e, invece di pedalare, volava. L\u2019hanno chiamato il Campionissimo, perch\u00e9 meglio di lui nessuno in sella a una bici. Ma Fausto Coppi era di pi\u00f9, persino pi\u00f9 di un Centauro a pedali. Lui, che era un uomo solo in fuga, che era tutt&#8217;uno con il suo strumento d\u2019artista, \u00e8 stato l\u2019Achille e l\u2019Ulisse della bicicletta: il mito, colui che ha riempito di s\u00e9 quella che viene considerata l\u2019et\u00e0 d\u2019oro del ciclismo sportivo.<br \/>\nNato il 15 settembre 1919 a Castellania, provincia di Alessandria, dopo aver percorso in gara 119.078 chilometri e trecento metri, vale a dire tre volte il giro completo della Terra, muore a Tortona la mattina del 2 gennaio 1960, di malaria e insipienza medica. Quando non correva, viveva a Novi Ligure.<br \/>\nDa questo orizzonte di pianura e colline, da questo triangolo di Piemonte, Novi Tortona Castellania, \u00e8 partito alla conquista del mondo. Figlio di contadini, ha preferito non piegare la schiena sulla terra, ma sul manubrio e andarsene <em>en danseuse<\/em>, agguantando trionfi: 666 corse, 118 vittorie su strada, 84 su pista, 4 titoli italiani, 3 mondiali, 5 Giri d\u2019Italia, 2 Tour de France, 5 Giri di Lombardia, 3 Milano-Sanremo, 1 Parigi-Roubaix, tutto fra il 1937 e il 1959.<br \/>\nAncora oggi viaggia in forma di leggenda fra ricordo e meraviglia. In quel gran paese che \u00e8 il Giro, di cui l\u2019Italia a maggio ogni volta ridiventa provincia, lo trovi ancora che pedala, racconta, si lascia raccontare, detta paragoni, fa discutere, propizia fughe, s\u2019invola. E spesso vince.<br \/>\n<em><strong>Gian Luca Favetto<\/strong><\/em><\/p>\n<hr \/>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>FAUSTO COPPI<br \/>\n<\/strong><strong><em>L\u2019affollata solitudine del campione<\/em><\/strong><\/p>\n<p>un progetto di Gian Luca Favetto<br \/>\ncon Michele Maccagno, Gian Luca Favetto e Fabio Barovero<br \/>\nuna produzione Fondazione Circolo dei lettori\u00a0 e Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale<strong><br \/>\n<\/strong><br \/>\nLa storia di un uomo dentro la storia di un campione, di una persona gentile e riservata diventata gi\u00e0 in vita, al di l\u00e0 delle intenzioni, una leggenda. Un uomo sempre in fuga che riassu\u00adme in s\u00e9 la storia di quel lembo di Piemonte sud orientale che lo ha forgiato, di cui portava in giro per il mondo silenzi, tenacia, fatiche, asprezze e dolcezze. Un recital di parole e musica che vuole restituire al tempo presente la figura di Fausto Coppi. Non un ricordo, ma un racconto che si avvale anche delle pagine di chi ha ammirato e cantato le sue imprese, da Dino Buzzati a Vasco Pratolini, da Orio e Guido Vergani a Curzio Mala\u00adparte. Un racconto di vittorie e tragedie, di cadute e trionfi che mette in fila le prime pedalate come garzone di macelle\u00adria e la prima corsa, la prima vittoria al Giro d\u2019Italia e la prima doppietta Giro d\u2019Italia-Tour de France, la fuga pi\u00f9 lunga e i grandi distacchi con cui arrivavano al traguardo gli avversari. E poi il rapporto inscindibile con Gino Bar\u00adtali. E l\u2019Italia di quegli anni. E il suo essere tutt\u2019uno con la bicicletta, come Paganini era tutt\u2019uno con il suo violino. E naturalmente l\u2019amore. E naturalmente la morte, che consegna al mito questo uomo solo in fuga, con la mag\u00adlia biancoceleste addosso: il suo nome \u00e8 Fausto Coppi.<\/p>\n<hr \/>\n<p>Date:<\/p>\n<p>13\/05 <strong>Castellania<\/strong> prima rappresentazione | 14\/05 <strong>Novi<\/strong>, Museo dei campionissimi, lezione aperta alle scuole<br \/>\n26-27\/07 <strong>Torino<\/strong>, Teatro Carignano, in occasione di European Master Games<br \/>\n26\/11-01\/12 <strong>Torino<\/strong>, Teatro Gobetti<br \/>\ne in collaborazione con Piemonte dal vivo una tourn\u00e9e in via di definizione in Piemonte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano. 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