{"id":44696,"date":"2020-08-05T12:27:18","date_gmt":"2020-08-05T10:27:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/?p=44696"},"modified":"2020-08-05T12:27:18","modified_gmt":"2020-08-05T10:27:18","slug":"nellambito-della-rassegna-estiva-summer-plays-la-piccola-compagnia-della-magnolia-presenta-mater-dei-di-massimo-sgorbani-teatro-carignano-dal-18-al-20-ago","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/nellambito-della-rassegna-estiva-summer-plays-la-piccola-compagnia-della-magnolia-presenta-mater-dei-di-massimo-sgorbani-teatro-carignano-dal-18-al-20-ago\/","title":{"rendered":"NELL\u2019AMBITO DELLA RASSEGNA ESTIVA \u201cSUMMER PLAYS\u201d LA PICCOLA COMPAGNIA DELLA MAGNOLIA PRESENTA \u201cMATER DEI\u201d DI MASSIMO SGORBANI. TEATRO CARIGNANO DAL 18 AL 20 AGOSTO 2020"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44696\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><strong>SUMMER PLAYS<\/strong><\/p>\n<p><strong>Sere d\u2019estate al Teatro Carignano<\/strong><\/p>\n<p><strong>15 giugno \u2013 13 settembre 2020<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Rassegna organizzata da<\/strong><\/p>\n<p><strong>Teatro Stabile di Torino &#8211; Teatro Nazionale e TPE &#8211; Teatro Piemonte Europa<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Al Teatro Carignano di Torino marted\u00ec 18 agosto 2020, alle ore 21.00, va in scena: <strong>MATER DEI <\/strong>di Massimo Sgorbani, con Giorgia Cerruti e Davide Giglio e la regia della stessa Giorgia Cerruti. Lo spettacolo creato da Piccola Compagnia della Magnolia sar\u00e0 replicato al Carignano il 19 e il 20 agosto 2020 ed \u00e8 consigliato ad un pubblico adulto. <em>Mater Dei<\/em> \u00e8 inserito nella rassegna <strong>SUMMER PLAYS. <\/strong><strong>Sere d\u2019estate al Teatro Carignano<\/strong> organizzata dal Teatro Stabile di Torino e da TPE \u2013 Teatro Piemonte Europa.<\/p>\n<p>Una madre posseduta dal dio, una gravidanza iperbolica che genera tredici figli dotati dei paterni attributi divini\u2026tranne l&#8217;ultimo, un dio debole. Il testo di Sgorbani attraversa il mito deviandolo verso una scrittura postmoderna, immersiva e scandalosa.\u00a0Uno spettacolo permeato di crudo lirismo, tra sacro e profano. Un flusso di parole laico, erotico, ipnotico, che oscilla instabile tra la paura di regredire nel Caos e l&#8217;affermazione del Mito.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Note della Compagnia<\/strong><\/p>\n<p>\u00abDue anni fa &#8211;\u00a0 dichiara Giorgia Cerruti &#8211; la Compagnia conosce il drammaturgo Massimo Sgorbani, nascono un\u2019amicizia e una curiosit\u00e0 reciproche e genuine. Il cassetto che custodiva l\u2019opera &#8211; inedita e mai rappresentata &#8211;\u00a0 viene cos\u00ec aperto. Il testo di Massimo Sgorbani attraversa il mito deviandone gli esiti formali e contenutistici verso una scrittura postmoderna, immersiva e scandalosa. Il tema apparentemente distante &#8211; una madre posseduta dal dio, una gravidanza iperbolica e paradossale che genera tredici figli, tutti dotati dei paterni attributi divini tranne l&#8217;ultimo, un dio mancato, debole &#8211; si rivela occasione di eccezionale riflessione sull\u2019odierna mortalit\u00e0 dell\u2019amore, sulla rabbia diffusa che ingloba il nostro mondo contemporaneo, sulla violenza che surrettiziamente attraversa le relazioni. Un testo di eccezionale audacia e crudo lirismo, a cavallo tra sacro e profano. Un flusso di parole laico, erotico, ipnotico, che oscilla instabile tra la paura di regredire nel Caos e l\u2019affermazione del Mito. Massimo Sgorbani ha il dono poetico, tratta la superficie delle parole come un alchimista che fa brillare la natura profonda dei metalli; la parola non \u00e8 svilita a segno ma ci regala \u201cl\u2019ebbrezza dell\u2019incomprensione\u201d. Per noi attraversare quest\u2019opera significa continuare dunque un cammino che da pi\u00f9 di un decennio trova la sua vitalit\u00e0 in un lavoro immersivo dell\u2019attore: un paesaggio scenico dai tratti antinaturalistici, dove le partiture vocali e fisiche inseguono una sintesi tra ricerca formale e densit\u00e0 emotiva. Un teatro che cerca di mettere al centro del lavoro un tempo sacro abitato da figure poetiche. Immaginiamo l\u2019incontro con il pubblico come un momento rituale estraneo al quotidiano; un tempo \u201caltro\u201d in cui ci si riunisce \u2013 spettatori e attori \u2013 per cercare il vero nella finzione\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Mater Dei<\/em> &#8211; scrive <strong>Massimo Sgorbani<\/strong> &#8211; \u00e8 nato quando, qualche anno fa, Roberta Torre mi chiese di scrivere un testo basato su una sua idea: quella di una donna madre di dodici dei. A quei dodici io ne ho aggiunto un tredicesimo, ed \u00e8 intorno a quest\u2019ultimo e, per l\u2019appunto, a sua madre che si sviluppa la storia che andr\u00e0 in scena. Il tredicesimo figlio non parla, o quasi. Dir\u00e0 una sola parola prima che cali il buio finale, il silenzio, e non perch\u00e9 sia muto, ma perch\u00e9, in qualche modo, \u00e8 estraneo al mondo della parola. Quel mondo appartiene tutto alla madre che, forse reduce a sua volta da anni di silenzio, inizia a straparlare, raccontare. \u201cMythos\u201d, mito, significa racconto, discorso, qualcosa che ha a che fare con la parola, la messa in forma verbale della realt\u00e0. Ma, curiosando nell\u2019etimologia, il termine \u201cmythos\u201d attinge a una radice che rimanda al muggito, al verso animale non ancora fatto parola. Ecco, il tredicesimo dio pi\u00f9 che altro \u201cmuggisce\u201d. Parla pochissimo, come del resto tutti gli dei che si manifestano soprattutto attraverso atti. Perfino Dio, quello con la \u201cd\u201d maiuscola, \u00e8 ben poco loquace, perfino lui, nel roveto ardente, parla per bocca di un angelo. E, sul filo del paradosso, affida il suo messaggio a Mos\u00e8, il balbuziente che con la parola ha poca dimestichezza. Sull\u2019asse che dal silenzio passa al muggito e al racconto scorre il rapporto tra madre e figlio, tra la \u201cmater\u201d e il \u201cdeus\u201d bisognoso di qualcuno che parli per lui, che lo racconti. Un dio nascosto, occultato, un dio ma forse la realt\u00e0 stessa che, per diventare discorso, \u201cmythos\u201d, necessita di una rimozione. A ben vedere qualcosa di simile la diceva anche il signor Kant: la realt\u00e0, per essere intellegibile, deve essere, se non rimossa, \u201ctradotta\u201d (balbettata?), altrimenti rimane oscura. Ma la \u201ctraduzione\u201d non dice mai fino in fondo la realt\u00e0, per rivelarla \u00e8 costretta a \u201cvelarla\u201d di continuo. Il caos, l\u2019inesprimibile, il \u201ccuore di tenebra\u201d restano a fondamento di ogni possibilit\u00e0 di parola, e vanno di continuo nascosti e, se occorre, deportati affinch\u00e9 prenda vita il discorso, il racconto. Perch\u00e9 al dio muto subentri l\u2019uomo parlante. E questo, per concludere, \u00e8 il racconto di un figlio indegno della madre, o forse di una madre indegna del figlio. Decidano gli spettatori\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/01_CS_MATER-DEI_SUMMER-PLAYS.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Comunicato stampa<\/a><\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 20%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-44696 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a data-rel=\"iLightbox[postimages]\" data-title=\"foto andrea macchia\" data-caption=\"ph Andrea Macchia\" href='https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/foto-andrea-macchia.jpg'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/foto-andrea-macchia-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail lazyload\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-44698\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%272126%27%20height%3D%271414%27%20viewBox%3D%270%200%202126%201414%27%3E%3Crect%20width%3D%272126%27%20height%3D%271414%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" data-orig-src=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/foto-andrea-macchia-150x150.jpg\" data-srcset=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/foto-andrea-macchia-66x66.jpg 66w, https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/foto-andrea-macchia-150x150.jpg 150w\" data-sizes=\"auto\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-44698'>\n\t\t\t\tph Andrea Macchia\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a data-rel=\"iLightbox[postimages]\" data-title=\"foto di andrea macchia ok\" data-caption=\"ph Andrea Macchia\" href='https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/foto-di-andrea-macchia-ok.jpg'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/foto-di-andrea-macchia-ok-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail lazyload\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-44699\" srcset=\"data:image\/svg+xml,%3Csvg%20xmlns%3D%27http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg%27%20width%3D%271335%27%20height%3D%272008%27%20viewBox%3D%270%200%201335%202008%27%3E%3Crect%20width%3D%271335%27%20height%3D%272008%27%20fill-opacity%3D%220%22%2F%3E%3C%2Fsvg%3E\" 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