{"id":44801,"date":"2020-09-03T13:09:49","date_gmt":"2020-09-03T11:09:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/?p=44801"},"modified":"2020-09-03T13:09:49","modified_gmt":"2020-09-03T11:09:49","slug":"dall8-al-13-settembre-il-progetto-testori-di-valter-malosti-conclude-summer-plays-al-teatro-carignano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/dall8-al-13-settembre-il-progetto-testori-di-valter-malosti-conclude-summer-plays-al-teatro-carignano\/","title":{"rendered":"DALL\u20198 AL 13 SETTEMBRE IL PROGETTO TESTORI DI VALTER MALOSTI  CONCLUDE SUMMER PLAYS AL TEATRO CARIGNANO"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/44801\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p><strong>DALL\u20198 AL 13 SETTEMBRE IL <em>PROGETTO TESTORI <\/em>DI VALTER MALOSTI <\/strong><\/p>\n<p><strong>CONCLUDE <em>SUMMER PLAYS<\/em> AL TEATRO CARIGNANO <\/strong><\/p>\n<p>Da marted\u00ec 8 a domenica 13 settembre 2020 va in scena al <strong>Teatro Carignano<\/strong> di Torino il <strong>Progetto Testori<\/strong>, ideato e diretto da <strong>Valter Malosti<\/strong> e prodotto da <strong>TPE \u2013 Teatro Piemonte Europa <\/strong>in collaborazione con l\u2019<strong>Associazione Giovanni Testori<\/strong>. Il <strong>Progetto Testori<\/strong> conclude la rassegna <strong><em>Summer Plays. Sere d\u2019estate al Teatro Carignano,<\/em><\/strong> organizzata dal <strong>Teatro Stabile di Torino<\/strong> e da <strong>TPE \u2013 Teatro Piemonte Europa<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Giovanni Testori <\/strong>ha avuto una relazione importante con <strong>Torino<\/strong>, scandita da fatti decisivi nella biografia dello scrittore e storico dell\u2019arte milanese. Il Progetto offrir\u00e0 un repertorio di testi meno conosciuti al grande pubblico del grande scrittore, tutti relativi all\u2019ultima parte della sua prodigiosa traiettoria creativa. Si apre (8-13 settembre 2020) con la prima nazionale di <strong><em>Cleopatr\u00e0s<\/em><\/strong>, nuova produzione diretta da <strong>Valter Malosti<\/strong> con l\u2019interpretazione di <strong>Anna Della Rosa, <\/strong>il progetto sonoro di <strong>Gup Alcaro<\/strong>, le luci e le scene di<strong> Nicolas Bovey, <\/strong>la cura del movimento di<strong> Marco Angelilli<\/strong>: uno spettacolo coprodotto da <strong>TPE <\/strong>con il<strong> Festival delle Colline Torinesi<\/strong> di cui rientra nel cartellone \u00abdiffuso\u00bb della 25a edizione. Prosegue (12-13 settembre 2020) con <strong><em>Maddalene (da Giotto a Bacon)<\/em><\/strong>, dalla singolare raccolta poetica (\u00abschede-poematiche\u00bb o \u00abschede-versicoli\u00bb come Testori le chiam\u00f2) che accompagnava uno dei preziosi libri d\u2019arte di Franco Maria Ricci, diretto e interpretato dallo stesso <strong>Malosti <\/strong>con<strong> Lamberto Curtoni <\/strong>al violoncello e le musiche originali di<strong> Carlo Boccadoro<\/strong>.<\/p>\n<p>Accanto a questi spettacoli, due <em>extraplays<\/em>: mercoled\u00ec 9 settembre alle 18.30 la lezione <strong><em>Testori vs Shakespeare<\/em> <\/strong>(sulle riscritture testoriane di Shakespeare: <em>Cleopatr\u00e0s<\/em>,<em> Ambleto, Macbetto, Post Hamlet<\/em>) che vedr\u00e0 dialogare <strong>Gilberto Santini<\/strong>,<strong> Giuseppe Frangi<\/strong> presidente dell\u2019<strong>Associazione Giovanni Testori<\/strong> e Valter Malosti. Venerd\u00ec 11 <strong><em>Conversazione con la morte<\/em><\/strong> affidata alla lettura di un grande del teatro italiano e storico interprete testoriano come <strong>Piero Nuti<\/strong>. L\u2019annunciata proiezione del video, attraverso materiali inediti ritrovati, dello spettacolo di Malosti <strong><em>Vado a veder come diventa notte nei boschi\u2026<\/em><\/strong> &#8211; dal testo di critica d\u2019arte <em>G. Martino Spanzotti: gli affreschi di Ivrea<\/em>, che \u00e8 anche un omaggio all\u2019arte attoriale di <strong>Giovanni Moretti <\/strong>&#8211; \u00e8 invece rimandata all\u2019autunno a <strong>Casa Testori<\/strong> di Novate Milanese e contestualmente verr\u00e0 presentata anche a Torino.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Valter Malosti racconta il <em>Progetto Testori<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Tra i pi\u00f9 importanti e complessi intellettuali italiani del Novecento,<strong> Giovanni Testori<\/strong> (1923-1993) \u00e8 per <strong>Valter Malosti<\/strong> un autore di riferimento e di costante rilettura. Il regista e attore torinese gli ha dedicato lungo tutta la sua carriera numerose messe in scena e lavori multimediali che hanno ricevuto premi e grandi apprezzamenti di critica e pubblico.<\/p>\n<p>\u00abMi ha sempre affascinato il Testori parallelo, sublime, avventuroso ed emozionale critico e mercante d\u2019arte, e il primo incontro con il grande scrittore milanese \u00e8 avvenuto quando realizzai nel 2002 l\u2019installazione nella chiesa di San Bernardino a Ivrea, dove si trova il meraviglioso tramezzo affrescato da Martino Spanzotti, sul quale Testori ha scritto uno struggente capolavoro letterario di critica d\u2019arte. Quell\u2019esperienza \u00e8 stata un passo decisivo nella mia ricerca di radici espressive e umane. Ho poi incontrato l\u2019opera di Testori pi\u00f9 volte, e ogni volta \u00e8 stata per me una esperienza di vita e di teatro fondamentale. Voglio almeno ricordare qui <em>Passio Laetitiae et Felicitatis (2008),<\/em> tratto dal romanzo omonimo e con in scena qui una strepitosa Laura Marinoni, <em>L\u2019Arialda<\/em>, realizzato con i talentuosi allievi della Scuola per attori del Teatro Stabile di Torino (2015), e la recentissima <em>La Monaca di Monza (2019),<\/em> con un\u2019altra grande interprete testoriana quale Federica Fracassi. Nella settimana dall\u20198 al 13 settembre presenteremo un repertorio di testi meno conosciuti del grande scrittore, tutti relativi all\u2019ultima parte della sua prodigiosa traiettoria creativa, dal 1978 di <em>Conversazione con la morte<\/em>, capolavoro trascuratissimo qui letto dal grande Piero Nuti; alle <em>Maddalene<\/em> del 1989, \u00abschede-poematiche\u00bb o \u00abschede-versicoli\u00bb come Testori le chiam\u00f2, scritte per un prezioso volume di Franco Maria Ricci, per concludere la nostra traiettoria con uno dei <em>Tre Lai<\/em>, <em>Cleopatr\u00e0s<\/em>, scritto sul letto di morte dal grande scrittore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Testori e Torino<\/strong><\/p>\n<p><strong>Giuseppe Frangi, <\/strong><strong>Presidente dell\u2019Associazione Giovanni Testori<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stata una relazione importante quella che ha legato Giovanni Testori e Torino: una relazione scandita da fatti decisivi nella biografia dello scrittore e storico dell\u2019arte milanese. Tra il 1955 e il 1960 ha organizzato importanti mostre dedicate ai protagonisti del \u2018600 lombardo e piemontese. Nel 1971, alla Galleria Galatea, ha presentato il ciclo dei quadri dei <em>Pugili <\/em>che sancivano il suo ritorno alla pittura, con presentazione di Luigi Carluccio. L\u2019affetto di Testori per Torino \u00e8 dimostrato anche dalle cinque importanti opere di artisti da lui amatissimi, tra cui Cairo, Cerano e Ceruti, donate alle raccolte di Palazzo Madama, alle quali se ne aggiunge un\u2019altra donata alla Galleria Sabauda.<\/p>\n<p>Torino per Testori \u00e8 citt\u00e0 segnata da grandi amicizie, come quella con Vittorio Viale, e in anni pi\u00f9 avanzati con Piero Nuti e Adriana Innocenti. A Torino, da Einaudi, era stato pubblicato il libro <em>Il Dio di Roserio<\/em>, che lo aveva consacrato all\u2019attenzione della critica e dei lettori. Il progetto testoriano, proposto da TPE e ospitato al Teatro Carignano grazie al progetto di collaborazione con il Teatro Stabile di Torino, ribadisce in modo intelligente la variet\u00e0 di forme che ha contraddistinto questo rapporto fra Testori e Torino. \u00c8 un programma ricco, che vede sia l\u2019esordio testoriano da parte di una bravissima attrice come Anna Della Rosa sia il \u00abritorno\u00bb di un attore dalla lunga storia testoriana come Piero Nuti.<\/p>\n<p>In particolare mi preme sottolineare l\u2019importanza del \u00absalvataggio\u00bb in forma di video dello straordinario spettacolo proposto da Valter Malosti (che sar\u00e0 protagonista con Lamberto Curtoni di un piccolo \u00abclassico\u00bb come le <em>Maddalene<\/em>) nel 2002 alla Chiesa di San Bernardino di Ivrea e che verr\u00e0 proposto nei mesi prossimi a Casa Testori. Uno spettacolo dedicato ad un grande artista piemontese come Gian Martino Spanzotti, al quale Testori nel 1958 aveva dedicato un libro realizzato con il Centro culturale dell\u2019Olivetti. La possibilit\u00e0 di poter far rivedere e far circolare <em>Vado a veder come diventa notte nei boschi&#8230;<\/em> ha un doppio valore: ripropone in forma piena la ricchezza della scrittura testoriana capace di farsi teatro anche in occasione di uno studio critico come quello su Spanzotti, in secondo luogo testimonia un approccio poetico, emozionante e partecipato ad un grande tesoro del territorio come il tramezzo di Ivrea. Giovanni Moretti era stato certamente oltre che interprete, un\u2019anima di questo spettacolo, ed \u00e8 giusto che il video venga proposto come omaggio a lui.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>GLI SPETTACOLI<\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>Cleopatr\u00e0s <\/em><\/strong><\/p>\n<p>\u00abE come i gru van cantando lor lai,<br \/>\nfaccendo in aere di s\u00e9 lunga riga,<br \/>\ncos\u00ec vid&#8217; io venir, traendo guai,<\/p>\n<p>ombre portate da la detta briga;\u00bb<\/p>\n<p>Dante, <em>Inferno, Canto V,<\/em> vv. 46\/49<\/p>\n<p>I <em>Tre Lai<\/em> (<em>Cleopatr\u00e0s<\/em>, <em>Erodi\u00e0s<\/em>, <em>Mater Strangosci\u00e0s<\/em>), sono il testamento ultimo di Giovanni Testori e il vertice della straordinaria stagione creativa dello scrittore. Queste eroine a cavallo di un trapasso epocale, tra loro contemporanee e lontanissime, dalla morte riemergono per raccontarsi e piangere sul corpo dell\u2019amato e raccontare a noi tutti il mistero per eccellenza, quello dell\u2019Amore.<\/p>\n<p>Per Cleopatr\u00e0s che piange il suo Antonio, il suo Tugn\u00e0s, Testori reinventa l\u2019Egitto romano di Shakespeare inserendolo nella topografia della sua amata Valassina (nel Triangolo Lariano), in un fuoco di fila di invenzioni di lingua, sorvegliate da una grande poesia memore della Commedia di Dante e della sua \u00abCleopatr\u00e0s lussur\u00efosa\u00bb, consegnandoci una figura che acquista una dimensione terrena e sensuale, sempre sull\u2019orlo di una straziante e perturbante ironia.<\/p>\n<p>Assistiamo all\u2019ultima ora di vita di una grande regina, menag\u00e8r, star, al tramonto di una vita grandiosa. Dopo aver sfondato i limiti della vita con il suo amatissimo Antonio, Cleopatr\u00e0s varca il limite ultimo della vita e raggiunge il suo amore nell\u2019aldil\u00e0, sperando che ci sia un aldil\u00e0 e che non finisca tutto in \u00abmerdit\u00e0\u00bb.\u00a0\u00a0 <em>\u00a0(V.M.)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>Maddalene (da Giotto a Bacon)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>\u201cMi viene in mente un passo delle Conversazioni con Testori di Luca Doninelli, [\u2026]\u00a0 in cui sta scritto, su per gi\u00f9, che lo storico dell&#8217;arte veramente grande \u00e8 quello la cui interpretazione aderisce alle opere in maniera tanto serrata che poi non \u00e8 pi\u00f9 possibile guardare quelle opere senza pensare a quello che lui ha scritto.\u201d\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>Giovanni Agosti, <em>La Testoriana di Brescia<\/em>, ed. L\u2019Obliquo, 1997<\/p>\n<p><em>Maddalena<\/em> \u00e8 una singolare raccolta poetica, penetrante e istrionica, come un sunto &#8211; \u00abstrozzatissimo\u00bb dice Testori &#8211; di storia dell\u2019arte, che accompagna il cammino della Maddalena nei secoli. Un singolare percorso, un \u00abmaddalenesco tragitto\u00bb che si dispiega attraverso il dialogo tra immagini e parole: da Duccio a Masaccio, da Giotto a C\u00e9zanne, da Beato Angelico a Caravaggio, da Raffaello a Rubens, da Botticelli a Tiziano, da Gr\u00fcnewald a Bacon.<\/p>\n<p>Il tema della figura della Maddalena \u00e8 da sempre al centro dell&#8217;interesse di Testori. Su questa figura l\u2018editore Franco Maria Ricci costru\u00ec uno dei suoi libri d&#8217;arte, unici e pregiati, <em>Maddalena,<\/em> stampandolo in 5.000 esemplari numerati nel marzo 1989. Testori produsse in forma di poesia le schede sulle singole opere: \u00abschede-poematiche\u00bb o \u00abschede-versicoli\u00bb come lui le chiam\u00f2, originali critiche in forma di poesia \u00abnate non da un premeditato disegno, bens\u00ec da un insopportabile nausea per il modo (a me) consueto di stenderle\u00bb, lui che era pur sempre un grandissimo e controverso critico d\u2019arte, allievo ed erede di Roberto Longhi.<\/p>\n<p>E come il suo maestro Longhi, anche Testori \u00abha gloriosamente portato l\u2019opera d\u2019arte nella mischia degli interessi totali, cio\u00e8 a dire nelle questioni di vita o di morte\u00bb. Testori si accosta cos\u00ec vicino alle maddalene da farci, come lui stesso scrive, il \u00ablingua-in-bocca\u00bb, da giacerci \u00absdraiato di fianco\u00bb \u00abcome dentro un letto\u00bb.<\/p>\n<p><em>Maddalene<\/em> \u00e8 divenuto un vero e proprio <em>work in progress<\/em>, cui numerose e successive commissioni, tra cui spicca quella dell\u2019Unione Musicale nel 2013 e quella primigenia del Festival DeSidera del 2002, hanno permesso al progetto di evolvere passo passo. I versi di Testori sono accompagnati e contrappuntati da una ventina di brevi suite originali per violoncello scritte nel corso degli anni dal compositore Carlo Boccadoro e ad ogni occasione variate e implementate anche grazie al talento del violoncellista Lamberto Curtoni. <em>(V.M.)<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Conversazione con la morte<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Nel luglio 1977 muore a la madre di Testori, alla quale lo scrittore \u00e8 legato da uno strettissimo rapporto. Nei mesi successivi, scrive <em>Conversazione con la morte<\/em>. \u00abLa malattia e la morte di mia madre \u00e8 stata come una conflagrazione [\u2026] E il testo che ho scritto \u00e8 come la liquidazione non soltanto di una falsa concezione della vita, ma anche di un modo di essere del teatro che non ha pi\u00f9 realt\u00e0. \u00c8 il recupero della parola nella sua primordiale purezza.\u00bb. Il grande attore Renzo Ricci, per il quale Testori aveva scritto il testo, muore prima di realizzare il progetto e Testori decide di andare lui stesso sul palcoscenico: \u00abE adesso la legger\u00f2 io, che non sono un attore, non so recitare. Ma non so chi altro potrebbe farlo, chi la potrebbe leggere senza farla ricadere in quello che non \u00e8 e non vuole essere. Non \u00e8 che una piccola \u00abalbetta\u00bb, una sorta di preghiera, pi\u00f9 che di teatro, un mormorio, una confessione. E non pu\u00f2 stare in quella forma di teatro chiuso, da cui vuole uscire\u00bb. Al Pierlombardo, Testori seduto in palcoscenico davanti a un microfono, legger\u00e0 il suo poema con enorme concentrazione ed emozione davanti a una folla impressionante, composta soprattutto di giovani, immersi in un silenzio e un\u2019attenzione davvero straordinari.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Cs-Progetto-Testori-03_09_2020.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Comunicato stampa Progetto Testori<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 20%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-44801 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a data-rel=\"iLightbox[postimages]\" data-title=\"Cleopatras-Valter Malosti-Anna Della Rosa \u00a9 Laila Pozzo-1\" data-caption=\"Cleopatr\u00e0sValter Malosti_Anna Della Rosa  ph Laila Pozzo\" href='https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Cleopatras-Valter-Malosti-Anna-Della-Rosa-\u00a9-Laila-Pozzo-1.jpg'><img decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/Cleopatras-Valter-Malosti-Anna-Della-Rosa-\u00a9-Laila-Pozzo-1-150x150.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail lazyload\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-44803\" 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