{"id":46455,"date":"2020-12-03T16:00:26","date_gmt":"2020-12-03T15:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/?p=46455"},"modified":"2020-12-02T10:54:22","modified_gmt":"2020-12-02T09:54:22","slug":"diario-11-una-chiamata-collettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/diario-11-una-chiamata-collettiva\/","title":{"rendered":"Diario #11. Una chiamata collettiva"},"content":{"rendered":"<p class=\"qtranxs-available-languages-message qtranxs-available-languages-message-en\">Sorry, this entry is only available in <a href=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46455\" class=\"qtranxs-available-language-link qtranxs-available-language-link-it\" title=\"Italiano\">Italiano<\/a>.<\/p><p>Del teatro ci mancano tante cose, forse tutte, anche quelle pi\u00f9 piccole e fastidiose di cui ci saremmo sempre voluti liberare: il gomito del vicino troppo ingombrante sul bracciolo, la pettinatura esplosiva della signora di fronte, il rumore di quello dietro di noi che scarta una caramella o la luce biancastra di qualcuno che non ha spento il cellulare.<br \/>\n<strong>Rivogliamo indietro ogni ingrediente, per riuscire a ricreare quella spiritualit\u00e0 laica che non abita nessun altro luogo.<\/strong> Abbiamo bisogno della sua forza catartica per lasciare andare ogni cosa, e sentirci di nuovo liberi.<\/p>\n<p><strong>E non sarebbe bello, appena torner\u00e0 a essere possibile, farlo tutti insieme?<\/strong><br \/>\nAi ragazzi di Parabasi \u00e8 stato chiesto proprio questo, di elaborare una chiamata collettiva, un messaggio alla nazione intera intesa come comunit\u00e0. Avr\u00e0 una durata di appena novanta secondi, e se questo non lo rende un compito semplice, senza dubbio lo configura come una possibilit\u00e0 di entrare nel cuore delle cose, per trovare ci\u00f2 che pi\u00f9 di tutto si vuole condividere con chi ascolta.<br \/>\nEppure, la differenza tra mittente e destinatario \u00e8 molto sfumata, perch\u00e9, come \u00e8 emerso dalla discussione tra gli attori: \u201cnoi siamo voi\u201d, siamo ogni persona, senza differenza.<br \/>\n\u00c8 per questo che il messaggio alla nazione non avr\u00e0 l\u2019illusoria pretesa di arrivare dall\u2019alto o di alzare il volume della voce, sar\u00e0 piuttosto \u2013 sotto consiglio di Claudio Fogu, il filosofo della storia che accompagna il gruppo \u2013, un sussurro alla nazione.<\/p>\n<p>Si tratta di qualcosa di molto leggero, ma che allo stesso tempo abbia la possibilit\u00e0 di amplificarsi attraverso una ricezione che preveda la libert\u00e0 di cambiarne il senso e di passarlo oltre; ispirandosi a Jeremy Rifkin, l\u2019idea \u00e8 quella di creare qualcosa che sappia dare voce alle generazioni future. Non a caso, uno tra i pi\u00f9 giovani attori nel gruppo ha suggerito come punto vitale del messaggio, il rapporto tra il teatro e la scuola: dove coltivarlo e come lasciarlo fiorire in quanto spazio in cui imparare a stare insieme. Lasciando cos\u00ec che il teatro sprigioni la sua forza rivolta sempre verso l\u2019altro, mai esclusiva, forse il segreto dell\u2019essere comunit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 s\u00ec, come ha detto Federico Madiai, \u201cci sono altri modi per stare insieme oltre alla pandemia\u201d. Anzi, tra le proposte c\u2019\u00e8 addirittura quella di recuperare questo stesso termine: il suo significato, in accordo con l\u2019etimologia greca, significa qualcosa che \u00e8 \u201cdi tutto il popolo\u201d. E che possiamo scegliere non sia qualcosa di necessariamente negativo. Infatti, pu\u00f2 anche riguardare un altro aspetto importante: non tanto il progresso dell\u2019umanit\u00e0, come ha notato Claudio Fogu, ma la costituzione del progresso dell\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>\u201cLa prossima pandemia ce la scegliamo noi\u201d, dicono i componenti del gruppo, sar\u00e0 la coscienza teatrale. E nel frattempo, risponde Jurij Ferrini, oggi a teatro <strong>\u201cla risata rimane nella mascherina, e quando torni a casa \u00e8 tutta tua\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p><em>Giulia Binando<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorry, this entry is only available in Italiano.Del teatro ci mancano tante cose, forse tutte, <a href=\"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/diario-11-una-chiamata-collettiva\/\"> [+]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":46456,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[132],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46455"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46455"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46455\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46456"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.teatrostabiletorino.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}