Uno dei testi chiave dell’opera del grande scrittore russo, che nella versione dei Marcido è la metafora dell’alternarsi della gioia e della disperazione, a cui l’uomo non può sottrarsi. Mentre il Teatro deve, almeno tendenzialmente, fare lo sforzo di sporgersi oltre se stesso tentando di mostrare quel che nella normale prassi delle scene resta celato. In scena Paolo Oricco.

da Fëdor Dostoevskij
regia Marco Isidori
Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa