Su Educazione Siberiana

(italian version only) Nella città di Bender in Transnistria, sulle rive del fiume Dnestr, vivono i “criminali onesti”. La loro comunità segue le antiche regole dei fuorilegge siberiani che hanno ispirato molte generazioni con la loro visione anarchica della gestione della vita. Il rapporto dei giovani con il mondo si costruisce rispecchiando l’ideologia degli anziani, da sempre abituati ad opporsi allo Stato e a lottare per la propria libertà. La mentalità dei criminali siberiani approva l’assassinio come mezzo estremo per la sopravvivenza, interpretando in modo controverso la sacralità delle leggi della religione Cristiana. Ma allo stesso tempo gli anziani hanno grande cura dei più deboli, rifiutano la droga e gli affari che comprendono speculazioni e traffici illeciti. La vita delle persone è umile e difficile. Il destino di un criminale onesto si tempra tra carcere e oppressione dello Stato.

Ma con la fine dell’impero sovietico la società sta per cambiare in modo irreversibile.

L’adattamento teatrale di Educazione Siberiana si muove intorno alla storia di due fratelli molto diversi tra loro: il primo è Boris, il giusto. Legato agli insegnamenti della tradizione siberiana, rispetta gli anziani e cerca di somigliare in tutto a loro. Il secondo è Yuri, il ribelle. Ha lo sguardo proiettato nel futuro, pronto ad infrangere ogni regola e a tradire la sua stessa famiglia per amore del Dio denaro, così rapito nel suo sogno americano. In mezzo il vecchio Nonno Kuzja, che cerca di far resistere la tradizione dei criminali onesti, nonostante il devastante impatto della società con il moderno delirio del consumismo occidentale.

La storia di Boris e Yuri, rappresenta metaforicamente il modello del tipico conflitto che si sviluppa nel periodo post sovietico sia dentro una singola persona che nella società intera. All’epoca della fine dell’URSS gli effetti collaterali di quell’evento, i fattori politico-sociali, hanno generato il caos nel popolo stremato dalla dittatura e affamato di libertà. Ed è proprio la percezione distorta della libertà che ha spinto le persone verso atti estremi, fino ad arrivare al drammatico degrado delle anime.

Nicolai Lilin e Giuseppe Miale di Mauro

2018-02-26T16:24:20+00:00

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