Silvio Orlando incarna un padre vedovo, malato di “solitudine estrema”, in questa pièce scritta e diretta dalla drammaturga Lucia Calamaro. Un testo che parla di isolamento, male oscuro e insidioso del nostro tempo.

Nato da una riflessione su una patologia del nostro tempo cui la socio-psicologia ha dato un nome ben preciso, solitudine sociale, Si nota all’imbrunire di Lucia Calamaro è un testo intenso, senza retorica e pieno di humour. Uno straordinario Silvio Orlando, capace di sfumature tra la malinconia e la cattiveria, la levità e la disperazione, interpreta un padre che da anni vive solo, rintanato in un villaggio di campagna. Vedovo di una moglie amatissima, attende nella sua casa lontana e sperduta la visita dei tre figli e del fratello, per la tradizionale commemorazione della defunta, oltre che per il suo compleanno, che cade il giorno prima. Sigillato in un esilio volontario, ha acquisito una serie di manie (la più grave: non vuole più camminare). Un isolamento che dovrebbe creare compassione e invece infastidisce la famiglia, un microcosmo che svela egoismi, meschinità, frustrazioni. È un tramonto amaro quello di Silvio, sempre più chiuso nel dolore, nel rancore, nell’apatia, in un’inconfessabile voglia di tenerezza. Un triste destino comune a molti. «La solitudine – scrive l’autrice, che dirige anche lo spettacolo – in futuro rischia di diventare un’epidemia, anche tra i giovani».

di Lucia Calamaro
con Silvio Orlando
e con (in ordine alfabetico) Vincenzo Nemolato, Roberto Nobile, Alice Redini, Maria Laura Rondanini
regia Lucia Calamaro
scene Roberto Crea
costumi Ornella e Marina Campanale
luci Umile Vainieri
Cardellino srl
in collaborazione con Napoli Teatro Festival
in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria

foto Maria Laura Antonelli


RETROSCENA

Mercoledì 4 dicembre 2019, ore 17,30
Silvio Orlando e gli attori della compagnia dialogano con Antonio Pizzo (DAMS/ Università di Torino) su SI NOTA ALL’IMBRUNIRE di Lucia Calamaro.