LA DONNA SERPENTE – Fiaba teatrale tragicomica in tre atti di Carlo Gozzi, mise en espace di Valter Malosti – Fonderie Limone Moncalieri, 19 – 21 aprile 2016

FONDERIE LIMONE MONCALIERI/Sala piccola
Dal 19 al 21 aprile 2016 – Fuori abbonamento

Prosa
LA DONNA SERPENTE
Fiaba teatrale tragicomica in tre atti di Carlo Gozzi

Mise en espace di Valter Malosti

Con gli Allievi del I anno della Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino:
Nicholas Andreoli, Noemi Apuzzo, Alessandro Conti, Federica Dordei, Anna Gamba, Alfonso Genova, Jozef Gjura, Noemi Grasso, Riccardo Livermore, Maria Lombardo, Francesco Marino, Giulia Mazzarino, Riccardo Micheletti, Riccardo Niceforo, Giulia Odetto, Benedetta Parisi, Archimede Pii, Pierpaolo Preziuso, Federica Quartana, Elvira Scorza, Valentina Spaletta Tavella, Andrea Triaca

Cura del movimento Alessio Maria Romano
Assistente alla regia Elena Serra
Si ringraziano Giulietta Bazoli, Bruno De Franceschi, Roberto Freddi
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili

Se in questa liberal scena indulgente
fur le mest’opre e le facete accolte
d’un comico drappello che umilmente
chiede supplice il ben ch’ebbe altre volte,
piaccia a Torin metropoli clemente,
in cui le grazie son tutte raccolte,
per cambiar di persone, o di stagioni,
a non scemargli i consueti doni.

Carlo Gozzi, dalla introduzione recitata al pubblico di Torino dalla compagnia Sacchi, estate 1775

Il Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale prende parte al “Festival Alfredo Casella”, promosso dal Teatro Regio. Valter Malosti, direttore della Scuola per Attori, coinvolge i suoi studenti in una mise en espace del testo di Gozzi La Donna serpente rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1762. La materia prima per la Donna serpente è tratta da una novella de Le mille e una notte, letta in francese dall’autore e originalmente rielaborata e trasformata rispetto alla novella persiana. Vi si narra la storia della fata Cherestanì, che rinuncia all’immortalità per amore del principe Farruscad. Una vicenda di intrighi, sortilegi, guerre sanguinose e prove iniziatiche.

Gli allievi della Scuola hanno studiato l’opera gozziana guidati dalla curatrice dell’edizione critica Giulietta Bazoli, e affrontano per la prima volta pubblicamente la scena in questo testo che si è rivelato un ottimo banco di prova e un grande laboratorio per l’arte dell’attore.
Da alcuni anni Marsilio Editori ha iniziato a pubblicare l’opera di Carlo Gozzi: l’impulso è stato un fortunoso ritrovamento da parte di Fabio Soldini, avvenuto nel 2001, di un cospicuo corpus di manoscritti dei fratelli Carlo e Gasparo Gozzi. Un’intera stanza piena di preziosi materiali, acquistati poi dalla Biblioteca Nazionale Marciana, che sono andati a costituire il Fondo Gozzi.

Esso, oltre a conservare opere inedite, ha offerto la possibilità di confrontarsi, relativamente alle
Fiabe teatrali, sia con stesure complete in versi, sia con “materiali preparatori”, ovvero versioni parziali e/o intere in prosa, abbozzi di scene e appunti, che, insieme ai manoscritti autografi approntati per le edizioni a stampa conosciute, consentono di tracciare il modus operandi dell’autore, tra ideazione ed elaborazione finale del testo.

La Donna serpente è definita dal suo autore una «fiaba teatrale tragicomica in tre atti», sottotitolo in cui ciò che più spicca è la definizione di un nuovo genere, la fiaba teatrale, appunto, della cui creazione Carlo Gozzi è ben consapevole. Tra le molte ragioni che hanno spinto il conte a cimentarsi nella produzione teatrale – il desiderio di confrontarsi sullo stesso terreno con i nemici di sempre, Pietro Chiari e Carlo Goldoni (Baretti riporta una leggenda secondo la quale Gozzi avrebbe cominciato a scrivere per una scommessa dopo un incontro con il rivale), il passo decisivo fu la possibilità concreta di lavorare per una compagnia stimata e già famosa come quella di Antonio Sacchi, per cui il conte, tra l’altro, scriveva senza compenso alcuno. La truppa di Sacchi passava spesso da Torino come testimoniato dai versi citati. E, in ultimo, sia d’auspicio per il Festival su Alfredo Casella il fatto che Antonio Sacchi pare abbia “ballato” (proprio così, pare fosse un ballerino eccezionale) al Teatro Regio di Torino in una delle sue ultime sortite torinesi.

 

01_Comunicato stampa LA DONNA SERPENTE

 

2018-02-28T14:01:42+00:00

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