Amore è la richiesta generale della specie alla specie; anzi azzardoci supponiamo che alla sentimentalità vada la tensione precipua della materia universa (fisica docet). Quindi: Lear, schiavo d’amore, perché siamo/stiamo tutti proni davanti agli allettamenti del  cuore, i quali sempre cerchiamo di fiutare a cannella;  indiscutibilmente. Ciò è pacifico e ciò giustifica in pieno anche il titolo deliberatamente fotoromantico di quest’ultimo spettacolo dei Marcido da Shakespeare.


una riscrittura di Marco Isidori
del Re Lear di William Shakespeare
Marcido Marcidorjs e Famosa Mimosa
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale