Hanif Kureishi (1954), tra i maggiori autori britannici contemporanei, racconta il confronto tra Jane e il patrigno Cecil, interpretati da Stefania Rocca e Franco Castellano. Dopo anni di silenzio, i due si ritrovano in un tempo sospeso, poco prima che faccia buio. Lei ha cercato di lasciarsi tutto alle spalle, evitando quell’uomo che ha segnato la sua infanzia, ma ora quei ricordi trovano il proprio riflesso solo nella fragilità di anziano. Il dialogo tra loro si fa subito teso, i ruoli di vittima e carnefice sembrano chiari, ma i ricordi si incrinano e si contraddicono, vacillano, e lasciano spazio, infine, ad un legame ambiguo, più profondo e doloroso del previsto.
