di August Strindberg
adattamento e regia Leonardo Lidi
Teatro Stabile dell’Umbria
in collaborazione con Spoleto Festival dei Due Mondi

Grazie all’incontro con un grande classico del teatro, Leonardo Lidi ci presenta un altro capitolo della sua ricerca sui confini che i più giovani tendono ad autoimporsi. Il capolavoro di Strindberg, con il rapporto servo-padrona che allude al conflitto tra classi sociali, consente al regista di parlarci di una generazione di figli costretta a subire l’impossibilità del futuro. Tre giovani (Giuliana Vigogna, Christian La Rosa e Ilaria Falini) vivono in una casa ostile, uno spazio opprimente, che li costringe a curvarsi al tempo e alle convenzioni, ma nel corso di una notte tenteranno di
capire come gestire il proprio disagio, cercando di ballare, cantare e perdersi nell’oblio per non sentire più il silenzio assordante che li circonda.