Ex chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere
27 nov – 2 dic 2018

Ex chimico. Primo Levi e il suo secondo mestiere
27 nov – 2 dic 2018
2018-10-04T12:32:53+00:00

Il testimone dell’Olocausto lascia spazio allo scienziato dallo sguardo limpido e visionario, nello spettacolo che Sonia Bergamasco dedica allo scrittore torinese, a cento anni dalla nascita. Un monologo che porta alla luce racconti fantastici e fantascientifici, poco noti al grande pubblico, dell’autore di Se questo è un uomo.


Sola in scena, davanti a una tavola imbandita con il bianco dei fogli, Sonia Bergamasco dà corpo e voce a un Primo Levi inconsueto. Dal ritmo spericolato delle interviste immaginarie, ai racconti fantastici, dalle trascrizioni di sogni e incubi, alle “fotografie” di un passato che si incide nella Storia, la scrittura limpida e affilata di Levi si stacca dalla pagina scritta e prende corpo nello spazio, con naturalezza e vigore, come l’esito felice di una reazione chimica andata a buon fine. Molecole essenziali di un organismo complesso, ciascuna delle parti rimanda alla visione d’insieme. L’autore di Se questo è un uomo e di La tregua – di cui nel racconto di scena risuonano alcuni brani – ma anche l’osservatore instancabile della raccolta intitolata L’altrui mestiere, il narratore sorprendente e spericolato de L’ultimo Natale di guerra e, infine, il poeta. Nello spettacolo Ex chimico, il testimone dell’Olocausto lascia spazio al tecnico, che utilizza i suoi strumenti di laboratorio per creare visioni, invenzioni linguistiche e letterarie. Un omaggio al suo “primo” mestiere, quello di chimico («La chimica è l’arte di separare, pesare e distinguere – scrive Levi – tre esercizi utili a chi si accinge a descrivere fatti o a dare corpo alla propria fantasia») attraverso la scrittura asciutta e allo stesso tempo commovente di Primo Levi, che l’attrice restituisce al pubblico con la consueta intensità. «Ho sempre pensato che il mio modello letterario non è né Petrarca né Goethe, ma è il rapportino di fine settimana, quello che si fa in fabbrica o in laboratorio, e che deve essere chiaro e conciso, e concedere poco a quello che si chiama il “bello scrivere”», sostiene ironicamente lo scrittore in un’intervista. Un lungo tavolo da lavoro, due sedie, un filo teso da quinta a quinta per cucire insieme, dall’opera dell’autore torinese, storie e frammenti di storie che danno vita a un ritratto teatrale.

un’idea di Sonia Bergamasco
regista e interprete dall’opera di Primo Levi
disegno luci Cesare Accetta
L’opera di Primo Levi è pubblicata da Giulio Einaudi Editore.
Si ringrazia il Centro Internazionale di Studi Primo Levi e Le vie dei Festival
Orlando28 – Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone


Codice spettacolo 28

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi