Per il pluripremiato autore argentino Rafael Spregelburd il panico non è altro che la traduzione moderna del peccato dell’accidia: quello stato d’animo che si genera tra persone affannate a rincorrere una vita divisa tra due o tre lavori, e che si arrangiano come possono e cercano come pazzi – è il caso dei protagonisti – le chiavi smarrite di una fantomatica cassetta di sicurezza. Un panico ridicolo attanaglia chiunque, come se i personaggi non fossero mai presenti a se stessi e tornassero confusamente e ossessivamente sui propri passi, cercando di ricominciare da capo. Una pièce vorticosa, che Jurij Ferrini ha deciso di affrontare, dopo aver già portato in scena con successo un altro capolavoro di Spregelburd, Lucido.

di Rafael Spregelburd
traduzione di Manuela Cherubini
regia Jurij Ferrini
assistente regia Carla Carucci
con Arianna Scommegna, Jurij Ferrini, Simona Bordasco, Roberta Calia, Lucia Limonta, Elisabetta Mazzullo, Viola Marietti, Francesca Osso, Michele Puleio, Dalila Reas
scene e costumi Anna Varaldo
luci Alessandro Verazzi
suono Gian Andrea Francescutti
tirocinante dell’Università di Torino / D.A.M.S Martina Benci
Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale